Gioco, autenticità, ristrutturazione, empatia, nessun ultimatum, intimità. Un esempio? Lasciare i bambini liberi nel gioco, evitando telefonini e tutti gli aggeggi elettronici

Essere genitori non è facile. Spesso ci affidiamo a ciò che abbiamo acquisito dai nostri genitori. «Io – racconta Luca Novello –  sono padre di una bambina, Giulia, di quasi 6 anni. So che lei dovrà affrontare sfide ogni giorno: sia come alunna, come amica, come figlia, soprattutto come persona. Spesso ci dimentichiamo che i bambini sono persone. In questi anni in cui sono diventato padre mi sono fatto una domanda: quale tipo di guida voglio essere per mia figlia? Una guida presente nei momenti emotivamente significativi della sua vita.

Ma c’è un metodo educativo che non sia focalizzato sull’ordine e la disciplina? Si, è un metodo che arriva dalla Danimarca. E’ un concetto molto diverso dal nostro. Oggi viviamo in una società dove ci si comporta come “si è sempre fatto” senza neanche accorgersene. Quando ero bambino mia mamma principalmente stava in casa. Mio padre invece andava a lavorare. Questo succedeva forse fino agli anni ‘80. Poi il mondo è cambiato. Per fare un esempio: le mamme, le donne, hanno giustamente rivendicato spazi professionali mettendo in discussione i precedenti equilibri.

Essere sinceri e autentici evitando
di esprimere lodi esagerate o vuote

Cosa prevede questo metodo? Considera il bambino come persona. Le autrici hanno chiamato questo metodo Parent (genitore in inglese), che è un acronimo di: play (gioco), authenticity (autenticità), reframing (ristrutturazione), empathy (empatia), no ultimatums (nessun ultimatum), toghetherness (intimità).

E’ quindi importante lasciare i bambini liberi nel gioco, evitando telefonini, e tutti gli aggeggi elettronici. Essere sinceri e autentici evitando di esprimere lodi esagerate o vuote. Aiutare i piccoli ad avere consapevolezza della propria abilità nel fare, per esempio, un lavoro o un disegno. Aiutarli a ristrutturare ovvero ad affrontare un problema da una prospettiva diversa, in modo che appaia un po’ meno negativa. A sviluppare l’empatia che è la capacità di mettersi in rapporto con gli altri soprattutto nelle emozioni. Basarsi su un rapporto di autorevolezza invece che nell’essere autoritari. Passare più tempo insieme ad amici e parenti, e se si è in casa , per esempio, creare un clima di collaborazione nel fare un gioco, nel preparare una torta.  

Tutto questo può funzionare anche tra due adulti, dove ci sia qualcosa da risanare, da ricostruire.