Meli in fiore

17.2.20202 – Sui banchi rischiano di arrivare a brevissimo con oltre un mese di anticipo le primizie per effetto di un inverno anomalo segnato da temperature bollenti che hanno mandato in tilt le colture. Si tratta di un effetto concreto dei cambiamenti climatici in un inverno che ha fatto registrare fino ad ora nel Vecchio Continente temperature di 3,1 gradi superiori la media di riferimento (1981 -2010). sulla base dei dati del Copernicus Climate Change Service relativi ai mesi di dicembre e gennaio.

Il caldo fuori stagione – sottolinea la Coldiretti – ha stravolto completamente i normali cicli colturali e di conseguenza anche le offerte stagionali presenti su scaffali e bancarelle in questo periodo dell’anno. Per non cadere nell’inganno dei prodotti importati spacciati per Made in Italy è importante tuttavia verificare sempre l’origine nazionale in etichetta che – precisa la Coldiretti – è obbligatoria per la frutta e verdura e privilegiare gli acquisti direttamente dagli agricoltori nelle aziende o nei mercati di campagna Amica dove i prodotti sono anche piu’ freschi e durano di piu’.

Se nei banchi del mercato di Campagna Amica di Roma gli agricoltori offrono anche carciofi romaneschi, erbe spontanee come il papavero e le fave che sono già presenti anche in Puglia insieme alle fragole arrivate prima di alcune settimane e già pronte al consumo, a Venezia tra dieci giorni si potranno trovare i primi asparagi provenienti dalle zone termali di Bibione mentre nei banchi del pesce si possono già trovare le rinomate moeche, granchi rinomati della laguna che sentendo anzitempo il tepore primaverile, si stanno già spogliando del loro carapace. 

La natura è in tilt è evidente guardando gli alberi da frutto in campagna  dove iniziano a sbocciare le piante da frutto, con un anticipo di circa un mese: gli alberi di susine, pesche mentre gli albicocchi hanno già le gemme. “Ci troviamo di fronte ad un clima pazzo che non aiuta certamente la programmazione colturale in campagna ma espone le piante anche al rischio di gelate nel caso di brusco abbassamento delle temperature con conseguente perdita delle produzioni e del lavoro di un intero anno” afferma il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla

Se la lunga assenza di piogge e le temperature insolitamente miti di questo strano inverno portano i campi ad essere aridi e i semi non riescono neanche a germinare – spiega la Coldiretti – i terreni secchi seminati a cereali rischiano di non far germogliare ed irrobustire a dovere le piantine ma difficoltà riguardano anche agli ortaggi che già necessitano di irrigazioni di soccorso.

L’andamento anomalo di questo inverno conferma – continua la Coldiretti – i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali.

L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con sfasamenti stagionali ed eventi estremi che hanno causato una perdita in Italia di oltre 14 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola nazionale, strutture e infrastrutture rurali.

FONTE: Comunicato stampa Coldiretti

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